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Visit Card

La carta turistica della destinazione. Non è un software: è un programma di marketing e di fidelizzazione.

Che cos'è

Una sola chiave d’accesso a tutto l’ambito: mobilità agevolata sui trasporti urbani ed extraurbani, ingressi gratuiti o ridotti a musei e siti, visite guidate, sconti su eventi e manifestazioni, circuiti museali intercomunali. Su scala di destinazione — che aggrega più Comuni — è quello che rende appetibili anche i borghi e gli attrattori minori.

Come si attiva

Due canali, coerenti con due tipi di visitatore. Chi pernotta si registra con un QR code dichiarando la struttura in cui alloggia: è la struttura ad attivarla, e questo rafforza il legame fra la destinazione e la ricettività. Chi non pernotta la acquista presso i punti informativi o sul portale della destinazione. In entrambi i casi l’attivazione avviene in pochi passaggi dalla web app, che ne diventa il portafoglio digitale.

Che cosa facciamo noi

La parte tecnologica è la meno impegnativa. Il lavoro vero è definire i livelli della carta, negoziare le condizioni con Comuni, musei, trasporti e operatori, decidere che cosa entra e a quale prezzo, impostare la distribuzione e formare chi la attiverà allo sportello. È un lavoro di costruzione di accordi, e per questo la Visit Card di una destinazione non somiglia mai a quella di un’altra.

Che cosa ne ricava la destinazione

Contatti qualificati: l’attivazione richiede il profilo dell’ospite, la provenienza e la durata del soggiorno, nel rispetto del GDPR, e alimenta la generazione di contatti a beneficio dei singoli operatori. E dati reali di comportamento: ogni utilizzo — un viaggio in autobus, un ingresso al museo, uno sconto a un evento — racconta uno spostamento e una preferenza. È così che un ambito scopre come i visitatori si muovono fra i propri Comuni, e quindi dove intervenire per distribuirli meglio.

Parliamo della vostra carta